1 ottobre 1788

Nella Edimburgo della seconda metà del Settecento, William Brodie era un uomo conosciuto e rispettato.
Ebanista e costruttore di mobili, apparteneva alle corporazioni cittadine e occupava una posizione che difficilmente avrebbe fatto pensare a una vita criminale.
Eppure dietro quella reputazione si nascondeva un’altra esistenza, legata al gioco d’azzardo e a una serie di furti e scassi compiuti insieme ad alcuni complici.
Il colpo che avrebbe segnato la sua fine avvenne nella notte del 5 marzo 1788, quando la banda entrò nel General Excise Office of Scotland, a Chessel’s Buildings, nel Canongate.
Le carte del processo documentano l’uso di false chiavi e altri strumenti da scasso;
dopo che le indagini raggiunsero il gruppo, Brodie lasciò la Scozia e tentò di sottrarsi alla cattura. Fu infine rintracciato ad Amsterdam, arrestato e riportato a Edimburgo.
Il 27 e 28 agosto Brodie e George Smith comparvero davanti alla High Court of Justiciary, accusati dell’irruzione e del furto all’Excise Office. Entrambi furono giudicati colpevoli e il 1° ottobre 1788 vennero impiccati a Edimburgo.
Intorno alla morte di Brodie nacquero presto racconti destinati a confondersi con la sua storia reale: tra i più celebri, quello secondo cui avrebbe progettato il patibolo sul quale fu giustiziato, una versione che le ricerche successive non considerano fondata.
La figura di Brodie continuò però a vivere ben oltre la cronaca criminale.
Il contrasto tra l’uomo rispettabile conosciuto dalla società e il ladro che agiva nell’ombra divenne il tratto dominante della sua leggenda e attirò anche Robert Louis Stevenson:
il Writers’ Museum di Edimburgo conserva un mobile realizzato da Brodie e ricorda come
la sua doppia vita possa aver contribuito all’ispirazione di The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde. Una storia reale, trasformata dal tempo in uno dei racconti più oscuri e affascinanti della capitale scozzese.

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