
Il 19 agosto 1561 Maria Stuarda sbarcò a Leith, tornando in Scozia dopo circa tredici anni trascorsi in Francia.
Era partita nel 1548, ancora bambina, per essere cresciuta alla corte francese e preparata al matrimonio con il futuro Francesco II; divenuta regina consorte di Francia nel 1559, rimase vedova appena un anno dopo, quando il giovane marito morì nel dicembre 1560.
A diciotto anni, Maria decise così di rientrare nel regno di cui era sovrana fin da quando aveva appena sei giorni di vita.
La Scozia che ritrovò, però, era profondamente diversa da quella che aveva lasciato. Durante la sua lunga assenza il paese era stato attraversato dalla Riforma e nel 1560 il Parlamento scozzese aveva respinto l’autorità del papa e approvato una confessione di fede protestante.
Maria, cattolica e cresciuta nella raffinata corte francese, si trovò quindi a governare personalmente un regno segnato da forti divisioni religiose e dominato da una nobiltà capace di esercitare un enorme peso politico.
Il ritorno della regina aprì una fase delicata del suo regno. Maria cercò inizialmente di mantenere un equilibrio tra la propria fede cattolica e la nuova realtà protestante della Scozia, mentre doveva consolidare la propria autorità e confrontarsi anche con la vicina Inghilterra di Elisabetta I.
La sua posizione era resa ancora più complessa dalle questioni dinastiche: Maria vantava infatti una discendenza dai Tudor e rappresentava una possibile pretendente al trono inglese.
Lo sbarco a Leith segnò dunque molto più del semplice ritorno a casa di una giovane sovrana.
Fu l’inizio dei sei intensi anni del governo personale di Maria in Scozia, segnati da matrimoni, rivalità nobiliari, conflitti politici e religiosi e crisi sempre più profonde, fino all’abdicazione del 1567 e alla successiva fuga in Inghilterra.
La storia avrebbe trasformato Mary, Queen of Scots in una delle figure più celebri e controverse della monarchia scozzese, ma quel nuovo capitolo cominciò proprio con il suo ritorno sulle coste del regno.
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