15 agosto 1057

Il 15 agosto 1057 Macbeth, re di Scozia da diciassette anni, venne sconfitto e ucciso dalle forze di Malcolm, figlio di Duncan I e futuro Malcolm III.
Lo scontro avvenne nell’area di Lumphanan, nell’attuale Aberdeenshire; alcuni luoghi della zona sono tradizionalmente associati alla morte del sovrano, ma identificazioni puntuali come Macbeth’s Stone o Macbeth’s Well appartengono soprattutto alla tradizione locale e non possono essere considerate certe.
Macbeth era salito al trono nel 1040 dopo aver sconfitto e ucciso Duncan I in battaglia. Ben lontano dall’usurpatore sanguinario reso celebre secoli dopo da Shakespeare, governò per circa diciassette anni e riuscì a mantenere il controllo del regno abbastanza a lungo da compiere, nel 1050, persino un pellegrinaggio a Roma: un elemento che suggerisce una posizione politica più stabile di quanto lasci immaginare la sua fama letteraria.
La sua morte non portò immediatamente Malcolm sul trono. A Macbeth succedette infatti il figliastro Lulach, che regnò soltanto per alcuni mesi prima di essere sconfitto e ucciso nel 1058; fu allora che Malcolm riuscì a imporsi come Malcolm III, dando inizio a una dinastia destinata a governare la Scozia per oltre un secolo e inaugurando una nuova fase nei rapporti del regno con l’Inghilterra e l’Europa.
La figura storica di Macbeth sarebbe stata profondamente trasformata dalla letteratura.
Più di cinque secoli dopo la sua morte, William Shakespeare ne fece il protagonista della sua celebre tragedia, fissando nell’immaginario collettivo l’immagine di un ambizioso assassino consumato dal desiderio di potere.
Dietro quel personaggio, però, rimane un autentico re dell’XI secolo, protagonista di una Scozia in cui successioni, alleanze e lotte dinastiche erano assai più complesse della leggenda che avrebbe finito per oscurarlo.

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