
Nel giugno del 1679, vicino al ponte di Bothwell Bridge sul fiume Clyde, esplode uno degli scontri più importanti delle guerre religiose scozzesi del XVII secolo.
I Covenanters, movimento presbiteriano nato per difendere l’autonomia della Chiesa di Scozia, si oppongono apertamente alla politica religiosa della monarchia britannica.
La tensione tra corona e ribelli cresce da anni ed è ormai arrivata a un punto di rottura.
I sostenitori del movimento rifiutano il sistema episcopale imposto dal re e denunciano le persecuzioni contro i predicatori presbiteriani indipendenti. Molti incontri religiosi clandestini vengono repressi con violenza e una parte dei Covenanters decide quindi di organizzarsi militarmente.
Le forze governative raggiungono i ribelli nei pressi di Bothwell Bridge, dove si combatte una battaglia breve ma estremamente dura.
Lo scontro si conclude con la sconfitta dei Covenanters, divisi internamente e meno organizzati rispetto all’esercito governativo.
Centinaia di prigionieri vengono catturati dopo la battaglia e molti subiranno deportazioni, incarcerazioni o condanne; alcuni verranno detenuti anche nel recinto di Greyfriars Kirkyard oggi noto come Covenanters’ Prison.
Per numerosi scozzesi protestanti, Bothwell Bridge diventa così il simbolo della repressione religiosa esercitata dalla monarchia.
Ancora oggi la battaglia occupa un posto importante nella memoria storica scozzese.
Il conflitto tra autorità politica e libertà religiosa vissuto dai Covenanters continua infatti a essere ricordato come uno dei passaggi più drammatici della Scozia del Seicento.
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